Allergologia

Allergologia

Il fenomeno delle allergie, forse a causa delle mutate condizioni climatiche, è in aumento e ne soffre un numero crescente di persone. Alcune ne manifestano i sintomi durante tutto l’anno, per altri peggiora in determinate stagioni dell’anno, di solito in primavera, in estate e in autunno.

Per alcune persone i sintomi dell’allergia sono lievi, il fastidio è solo temporaneo, ma se i sintomi sono più persistenti possono indebolire ed influire sul rendimento a lavoro, a scuola o nelle attività ricreative. Individuare il giusto trattamento probabilmente non elimina completamente i sintomi, ma per la maggior parte della gente aiuta a migliorare significativamente la situazione.

Avvalendoci di un medico specialista del settore proponiamo a costi accessibili a tutti e a tutte le età (dal bambino all’anziano) un esame che permetta di identificare le cause delle più diffuse allergie per consentire al medico di base di identificare i trattamenti più efficaci oppure i necessari approfondimenti.

La visita allergologica comprende:

Anamnesi
Applicazione di allergeni
Attesa della reazione (15-20 minuti)
Analisi della reazione
Rilascio rapporto medico.

Le allergie possono riguardare più distretti corporei: la cute (allergie da contatto), l’apparato gastrointestinale (allergie alimentari), l’apparato respiratorio (allergie a pollini, acari, muffe ambientali, piante, peli di animali che sono spesso responsabili di riniti, starnuti, congiuntiviti, asma).

Per ognuna di queste allergie ci sono metodiche di indagine dotate ognuna di una certa specificità e sensibilità.

Per le allergie a sostanze inalanti il più affidabile è il “prick test” che consiste nel pungere la cute in modo molto superficiale e pressoché indolore, facendo passare l’ago sottile attraverso una goccia di allergene posto preventivamente sulla pelle. In genere viene usata la superficie dell’avambraccio per motivi di praticità ma anche di sensibilità del test. Dopo circa 15 -20 minuti si esegue la lettura del test, verificando l’eventuale comparsa o meno di piccoli pomfi pruriginosi in corrispondenza di una o più sostanze testate (tipo piccole punture di zanzara). Il risultato verrà poi interpretato e correlato ai sintomi insieme al medico, infatti non sempre la comparsa del pomfo significa necessariamente “allergia” ma in alcuni casi solo “ipersensibilità”.

I prick test possono essere utilizzati anche per studiare le allergie alimentari, spesso responsabili di sintomi quali diarrea, crampi intestinali, orticaria, dermatiti, prurito. Talvolta si può eseguire una variante del prick test utilizzando alimenti “freschi” (soprattutto in caso di frutta) e pungendo prima l’alimento e poi la cute del soggetto, permettendo di testare direttamente l’alimento intero e non il suo “estratto”.

Possono sottoporsi ai test cutanei tutte le persone di qualsiasi età. È necessario però sospendere, almeno 5 giorni prima, ogni farmaco che potrebbe interferire con i risultati, in particolare antistaminici orali o topici, ed anche i farmaci cortisonici. Inoltre, sarebbe meglio non eseguire i test su cute in cui vi siano già manifestazioni quali dermatiti e orticarie.

Dopo la valutazione potrebbero essere consigliati altri successivi accertamenti di secondo livello per approfondire la diagnosi (esami ematici, spirometria, test citologici sulle secrezioni nasali ecc..).
È auspicabile quindi un’interazione tra varie figure professionali quali allergologo, pneumologo, dermatologo, oculista.

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