RIFLESSIONI SUI BAMBINI E LA GUERRA

Riflessioni, senza alcuna pretesa, da parte di chi si occupa tutti i giorni di Traumi e di bambini…
Senza volerci addentrare in riflessioni che non ci competono, due pensieri sulla situazione emotiva che stiamo vivendo, con uno sguardo sui più piccoli….

GUERRA IN UCRAINA E BAMBINI
In questi giorni, quando la pandemia ci stava permettendo di tirare, almeno temporaneamente, un sospiro di sollievo, ci siamo ritrovati a confrontarci con eventi politici molto complessi e drammatici, che ci impensieriscono e che ci fanno sentire impotenti e insicuri. La guerra è sempre un evento destabilizzante per noi esseri umani!
La pandemia ha fatto fare a tutti noi esperienza di un mondo poco sotto controllo, a tratti pericoloso, in cui ci sono, appunto, pericoli che non riusciamo a vedere, ma da cui dobbiamo imparare a difenderci.
Non ci sarebbe da stupirsi, dunque, se davanti ai nuovi sconvolgimenti del mondo noi e i nostri bambini e ragazzi reagissimo con ancora più paura, più senso di incertezza e impotenza. Il fatto di aver visto che una situazione “impensabile si sia fatta reale” pone tutti noi davanti alla domanda inquietante che altre cose “impensabili possano diventare possibili”… Lo stress di aver dovuto affrontare un pericolo per lungo tempo ha mobilitato il nostro sistema innato neurologico dell’allerta, che per tanto tempo è dovuto rimanere attivo e vigile. Questo ci può fare essere particolarmente sensibili verso altri pericoli potenziali o reali.

CHE FARE ALLORA CON I NOSTRI BAMBINI? RACCONTARE O NON RACCONTARE? E COME?
Teniamo presente che i bambini capiscono come ci sentiamo e cosa sta succedendo, non per forza perché parliamo con loro con le parole, ma osservando i nostri volti, i nostri gesti, i nostri stati d’animo. È immaginabile quindi che anche se non raccontiamo nulla con le parole, loro comprendano se qualcosa in casa non va… Se però non parliamo, di fatto li lasciamo da soli con le loro percezioni, con le loro domande ed emozioni…

QUINDI CHE FARE?
1) Preservare i bambini da discorsi e immagini di guerra troppo cruente o drammatiche
2) Spiegare, compatibilmente con la loro età, quello che sta accadendo nella sostanza delle cose, senza aggiungere particolari angoscianti che non cambierebbero la visione del problema
3) mostrare comprensione per ciò che sentono, anche noi vorremmo capire e siamo preoccupati!
4) Sottolineare che i principali politici e diplomatici del mondo stanno facendo il possibile per trovare una soluzione, spetta ai grandi, non ai bambini, trovare le strade verso la pace!
5) Quando scoppia una guerra, ricordare sempre che ci sono uomini e donne, associazioni e gruppi che si occupano dei bambini in pericolo, cercando di portarli il più alla svelta possibile al sicuro!
6) La storia dell’umanità purtroppo ha già affrontato altri drammi simili a quello attuale, non è la prima volta e non sarà l’ultima, ci sono altre guerre nel mondo anche adesso, ma come tutte le cose iniziano e finiscono, vengono superate e l’uomo può imparare anche dalle sue cadute e dai suoi errori!
7) Noi ci siamo per loro, qualsiasi domanda o dubbio abbiano e li proteggiamo ogni giorno dai pericoli troppo grandi!
8) Chiedere loro se vogliono fare qualcosa di concreto con creatività per fare sentire meno sole queste popolazioni e aiutarli a trovare un piccolo gesto di solidarietà ed empatia verso i più fragili, li farà sentire più attivi e contrasterà il loro senso di impotenza.

Benedetta Lorenzini, terapeuta esperta di Traumi e della loro cura

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